Nel tempo immobile del Covid19, tra un governatore che minaccia i cittadini con il lanciafiamme e un altro che definisce gli anziani “improduttivi” che non so se Hitler si fosse spinto a tanto, ragioniamo un po’ sul termine “vecchio”.

Fonte Istat 2019 rivela che il 22,6% della popolazione italiana ha più di 65 anni. Quasi 14 milioni di anziani, dei quali quasi la metà ha più di 75 anni.
Che non siamo un “paese per giovani” è già stato detto? Sì, già detto almeno 7 trilioni di volte che è poi la cifra in dollari che vale la Silver Economy. 

Va però anche detto che nel 2018 l’anzianità è stata posticipata ufficialmente, in occasione del 63° Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, a 75 anni.

Migliori performance fisiche e mentali, spostano il fine vita in avanti e il fine attività lavorativa, guarda un po’, probabilmente al fine mai.

Come ci si arriva alla vecchiaia è purtroppo tutto un altro discorso ed il terribile momento storico nel quale viviamo, ce lo sbatte sul muso ogni giorno.

Il Covid19 sta massacrando i nostri anziani, come fosse un devastante errore di sistema che cancella la memoria collettiva del mondo.

Qualcuno azzarda che per salvare vite ed economia, i fragili andrebbero “protetti” escludendoli dalla vita sociale e di relazione. Sarebbe facile essere d’accordo, ma personalmente non lo sono anche perché se è una guerra allora o vinciamo tutti o non vince nessuno. Sarebbe comodo ma, vi assicuro che solitudine ed abbandono sono virus altrettanto mortali. O tutti o nessuno.

In una società sempre più divisiva, incapace di far fronte comune alle sfide attuali e a venire, si aggiunge una nuova discriminazione chiamata ageismo.
Come scrive il professor Christian Maggiori, i nostri comportamenti di oggi nei confronti degli anziani, ci condannano ad esserne vittime domani. Una riflessione interessante la sua, perché diventare vecchi è l’unica alternativa al morire giovani e io scelgo rispettosamente la prima.

Malgrado lo stigma, gli over sono una vera manna per l’economia. Hanno risparmiato e comprato casa per loro e magari per i figli e oggi si godono finalmente un po’ la vita. Consumano, viaggiano, regalano e si fanno regali. Non rinunciano neanche a ri-trovare l’amore tramite siti di dating online a loro dedicati, come la tedesca Club50 Plus.  

Ma qual’è la soglia d’età alla quale rivolgere specifici messaggi pubblicitari?

A questa domanda, risponde per Repubblica l’amministratore delegato della più grande agenzia italiana, Marco Testa della Armando Testa.
La soglia è 55 anni e a me viene un mezzo attacco di menopausa fulminante, eppure non dovrei considerato che ho avuto un’esperienza diretta di cos’è la Silver Economy. 

A settembre dello scorso anno, accompagno mia nipote in una agenzia per modelle a Milano. La ragazza sarebbe perfetta, ma l’impegno che il mestiere richiederebbe è troppo per una liceale. La manager che ci riceve, incassato il no di Aurora, ripiega sulla zia e mi chiede di unirmi alla loro squadra di Silver Models. L’elegante signora dietro l’elegante scrivania, mi illustra le potenzialità del mercato rivolto agli ultracinquantenni e mi mostra delle campagne pubblicitarie con modelle silver. Avrei voluto dire sì, perché in fondo resto sempre un’egocentrica del cazzo, ma ci penso bene.

Provo ad immaginarmi come silver model e nella migliore delle ipotesi, penso mi potrebbe toccare la pubblicità della pillola contro i sintomi della menopausa. Sudata/Depressa/Ingrassata. No/Grazie/Come se avessi accettato. 

Magari invece mi fanno recitare la parte della silver moglie di quello con i problemi di silver prostata che, si alza 82 volte a notte per pisciare. Già la vita reale può essere dura, soprattutto quando il nostro principe azzurro si è bevuto 12 birre a cena e si alza 12 volte.

Potrebbe però andare peggio e avrebbero potuto farmi fare la pubblicità delle silver pillole per dimagrire.
Il prima & dopo la cura, dove io ovviamente faccio il prima e già questo mi farebbe molto silver incazzare. 

E i silver pannoloni per le perdite urinarie? Scordatevi la pubblicità della tipa vestita da samba del carnevale di Rio, che passa i controlli di sicurezza dell’aeroporto ballando senza perdere il pannolone dalle mutande.
A parte il fatto che se provi a passare i controlli ballando ti sparano, ma non ci pensate al vicino di posto che si deve fare magari 8 ore in economy con a fianco una silver svitata vestita da fagiano?

E la pubblicità delle silver motocarrozzelle senza patente? In dotazione hanno pure il capiente cestino che ci puoi mettere dentro un fucile a pompa, così la spesa la fai gratis. 

I silver telefoni cellulari illustrati dall’odiosa bambina appagliacciata da Capuccetto Rosso, che si rivolge al potenziale acquirente come si parla ad un rincoglionito?

Macchie cutanee dovute all’età che inesorabile ti trasforma in merce avariata? Sono lentiggini le mie e non vanno via neanche con la crema sbiancante di Michael Jackson buonanima. 

L’immagine di me che pubblicizzo una crema lubrificante per la silver secchezza vaginale, a fianco di un silver babbione arrapato che aspetta io mi dia una passatina di svitol, mi ha fatto definitivamente rinunciare.

Mi sono immaginata in questi ruoli e non mi è piaciuta la narrazione di me. Vecchia a chi?

Ognuno ha il diritto di vivere il tempo che gli resta come vuole e se gli va di lanciarsi con un paracadute, non è necessario che il mondo sappia se indossa o no il pannolone. Vecchio a chi?

Sono la Principessa Astronauta e per me non esistono vecchi o giovani. Esistono persone che per me viste dallo spazio sono tutte uguali

 

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