Sapevate che il 23 aprile si festeggia la Giornata dei Single con Animali?

In effetti quando si è soli nulla è più di conforto che la compagnia affettuosa di un animale domestico.

Non siamo programmati per esser soli, nemmeno noi astronauti che dopo un po’ ci viene la voglia di tornare per riabbracciare qualcuno senza la tuta spaziale.
Siamo animali sociali e di stare troppo a lungo senza aver qualcuno ai cui scodinzolare o da accarezzare, non ne siamo capaci.
Eppure capita tra un “oddio lo amo” e un altro, di restare soli e allora ci prendiamo un essere che ci faccia compagnia.

Tutti siamo stati single tra un vero amore di quelli che capitano al massimo dieci volte nella vita e un altro grande amore che magari questa è la volta buona.
Quindi tutti siamo stati single o zitelle di ritorno dopo una separazione, vabbè uguale, ed io nei miei giorni da single ho avuto quattro animali.

Il primo era un cane nero di taglia media: un incrocio, incrociato con i binari del tram.
Non era giovanissimo ma era ancora in buona forma. Era però nevrotico, rompipalle, incredibilmente permaloso e, quando mi faceva le feste, non si limitava ad agitare la coda ma mi mordeva da lasciarmi i segni per settimane.
Se lo sgridavo, era capace di tenermi il muso per giorni. Più di una volta ho pensato di abbandonarlo legato ad un paracarro in tangenziale, ma il cane è il tuo migliore amico e lui per me lo era veramente. 
Non l’ho mai tenuto al guinzaglio, perché era uno spirito libero ed io questo già lo sapevo. 
Un giorno se ne andò ed io non provai nemmeno a fermarlo.
Non senza dolore, vidi quel vecchio cane bisbetico sparire ma era quello che lui voleva e l’affetto sincero implica a volte il sacrificio.


Il mio secondo animale da single era un grosso gatto con uno sguardo indagatore che mi turbava.

Model Aurora Balma Tivola & Loki

Aveva occhi così profondi che, se ci fossi cascata dentro non avrei più potuto risalire in superficie.
Arrivò per caso e se ne andò dopo pochissimo tempo. Qualcuno mi disse che apparteneva a qualcun altro, ma non ci ho mai creduto del tutto.
Il grosso gatto dallo sguardo magnetico, apparteneva a se stesso e a se stesso solo rispondeva.
Non lo chiamavo mai, perché sapevo bene che doveva essere lui a decidere se venirsi a sedere o meno sulle mie ginocchia.


Il grosso gatto aveva un carisma straordinario che mi stregava e un passato da gattaccio di strada che forse lui credeva io non conoscessi, ma le cicatrici tra il folto pelo le avevo viste tutte e comunque lui non aveva fatto niente per nasconderle. 

Pochissime volte mi fece le fusa, ma sono state le fusa più dolci abbia mai avuto.
Ancora oggi a volte rimpiango quel magnifico gatto, ma se ne andò chissà dove e io non provai a fermarlo semplicemente perché non si sarebbe fermato.

Il terzo animale era un tenero coniglietto bianco ossessionato dal sesso. Qualunque amica venisse a trovarmi a casa, lui tentava di scoparle una gamba.
Con lui avevo conosciuto l’imbarazzo del passare dal: “Ma che carino!” allo “Scollami sto pervertito di dosso!”.

Non lo so perché si comportasse così, forse perché conosceva solo la carne in una atavica paura di finire in pentola.

Un giorno lo infilai nella sua gabbietta e lo regalai ad un’amica, che si risolvessero la solitudine tra loro che io con lui non ci sono riuscita.

Il quarto animale da single era un pesce rosso.
Lo presi con me per sciatteria del momento, perché non è che mi fosse di gran conforto.
Non provavo niente per lui, nemmeno pietà della sua condizione di girare sempre e solo in quella boccia. Pareva gli stesse bene così, perché persino una pozzanghera di pioggia per lui era impossibile da affrontare e io mi chiedevo: ma come si può continuare a girare in tondo senza ricordarsi che lì ci sei già stato?
Una sera rientrando a casa, lo trovai spiaggiato sul tappeto ricamato a fiori sgargianti.
Era saltato fuori dalla sua boccia credo attratto da quei colori, che forse si immaginava dovesse essere così il mare.
Non lo uccise l’acqua salata, ma quell’improvvisa voglia di prendere una boccata d’aria.

Non provavo niente per lui nemmeno adesso, che mi aveva voluto dimostrare che lui per me provava lo stesso. 

Animali da single che assomigliano tanto agli amori di sopravvivenza, che ne abbiamo tutti avuto uno, che lo siamo stati tutti almeno una volta anche se è difficile da ammettere.
La solitudine non è di questo mondo, almeno non del mondo animale.

 

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