Ci pensate mai a quanto i nostri orgasmi abbiano a che fare con la nostra autostima?

Sono 100 anni che gli esperti si interrogano sull’orgasmo femminile e dalla Rivoluzione Sessuale dei primi anni ’70 pareva fosse arrivata se non la risposta, almeno un manifesto identitario.
Il piacere come inalienabile diritto, la promiscuità come esercizio di libertà. Attraverso la lotta, le nostre madri rivendicavano per la loro vagina, pari dignità.

Per noi arrivate dopo, noi quelle della X Genaration, la verginità era un peso e non certo un valore. Ce ne dovevamo assolutamente in qualche modo liberare.

Non importa con chi, ma quell’imene da squarciare era un’inutile barriera verso il mondo che ci aspettava.
Persi la verginità con un musicista, niente di che, solo un male boia. Più che ad un atto romantico mi sembrò assomigliasse ad un’estrazione dentaria, ma lui era un vero talento con la chitarra.

Di orgasmo con le nostre amiche ne parliamo poco e non per pudore, ma perché temiamo di scoprire che sono tutte reginette del porno tranne noi.

Tutte reginette del porno, tutte orgasmo at first sight, ma se guardiamo i risultati degli studi clinici, solo il 25% delle donne lo raggiunge attraverso l’atto sessuale. Le nostre amiche evidentemente rientrano tutte nel 25% delle fortunate, oppure millantano come se il raggiungimento del piacere si fosse trasformato da diritto in dovere.
Dovere: che brutta parola in amore eppure è la società ad indicare i modelli comportamentali e allora ci adeguiamo.
Lo sdoganamento del porno ormai fruibile a tutti, ha alzato l’asticella delle aspettative confondendo finzione e vita reale. Non tanto per noi adulti per il quale continua a mantenere un certo fascino proibito che lo rende eccitante, ma per le nuove generazioni.
Uno studio statunitense, rivela che il 53% degli adolescenti intervistati ritiene assolutamente realistica la rappresentazione dell’intimità che l’industria del porno offre.
Questo alimenta nei ragazzi paure ed insicurezze spesso minando la loro autostima.
Nel porno tutte le signore vengono, alcune addirittura eiaculano. Se io non lo faccio o se non lo fa la mia ragazza, ci deve essere per forza qualcosa di sbagliato.

A riguardo, è esemplare la campagna del Governo Neozelandese attraverso questo video, per spiegare a genitori e ragazzi i rischi di una sessualità imparata sul web.

Eppure, porno o vita reale, continuiamo a dimenticare che è la stima di sé il primo elemento erotizzante.

Continuiamo a sottovalutare quanto l’immagine che abbiamo di noi stesse, abbia un impatto a volte devastante sul raggiungimento del piacere. Sopravvalutiamo l’orgasmo a discapito di tutto il resto che magari invece è da favola.

Perdiamo di vista l’attrice protagonista e ci affidiamo alla comparsa

In tutte le scene di passione nei film lei si contorce come un’anguilla di Comacchio in preda a spasmi di piacere?
Allora deve essere così che funziona, ma se funziona così forse sono guasta.
No, non sei guasta. Il tempo medio per il raggiungimento del climax femminile è stimato in 13 minuti e mezzo. Fatevi due conti e smettetela di sentirvi inadeguate se quella volta non succede e nemmeno se con lui non succede mai.
Pensate a voi stesse ogni tanto. Pensate a voi e non solo a lui tra le lenzuola, perché lui ce la fa benissimo da solo.

Non importano chili di troppo o inestetismi della cellulite in amore, conta la chimica e quella è pura magia di ormoni.

Recuperate voi stesse allo specchio e non nelle riviste dal parrucchiere, che avere il culo come Belen non è impresa da esseri umani.

Pensate a quanto siete sexy in ogni difetto nascosto in qualche piega dell’anima.

Guardatevi dentro, che a guardarvi fuori ci pensano già gli altri. Scopritevi belle e stupitevi di non esservene mai accorte. Lasciatevi scivolare senza opporre resistenza nel flusso del sangue, che pompa il cuore fino al cervello e poi giù in mezzo alle gambe. Godetevi la vostra bellezza e affidatevi a voi stesse prima che a chiunque altro. Se vi vedete ancora brutte, allora cambiate lo specchio perché è lui ad essere guasto.

Sono la Principessa Astronauta e costudisco il mio corpo dentro lo scafandro. Ogni tanto lo tolgo per amore di me stessa e per l’amore di un altro

CONDIVIDI SU

Comments are closed.