Stanchi di essere single che si fidanzano tutti meno voi?
Benvenuti allora nella Love Economy, mettetevi comodi ed iniziate a sfogliare il catalogo dell’amore

Se finalmente vi siete stancati di dare il tormento al vostro ex o di postare sui social foto di gattini per dare di voi un’immagine rassicurante anche se in realtà siete dei serial killer di vecchiette, eccovi la soluzione a portata di click: i siti d’incontro.

Leggiamo insieme qualche freddo dato statistico prima di parlare d’amore.

I siti d’incontro sono molti ed offrono servizi, per lo più a pagamento, in base ad ogni esigenza e fasce d’età. Per esempio Datemyage.com offre i suoi servigi a chi ha dai 35 ai 55 anni, mentre parrebbe che Tinder e Badoo siano più adatti agli under 30.

Vi risparmio la rassicurante favoletta che non si riesce più a conoscere qualcuno di decente con il quale iniziare una relazione, perché il mondo bastardo&crudele va sempre più veloce. Non è così perché, in realtà è solo cambiato il tipo d’approccio. Ci relazioniamo sempre più attraverso i social piuttosto che al bancone di un bar e la pandemia da Covid ha ulteriormente complicato le cose.

In Europa i dater, ossia gli iscritti ai siti d’incontro, sono circa 33 milioni. Sono tanti ma non così tanti da farvi sospettare dell’amato bene, perché sul vecchio continente siamo 447,7 milioni se escludiamo i cittadini di Sua Maestà the Queen che nel 2020 ci hanno detto good bye e grazie di niente.
La percentuale di dater sarebbe quindi abbastanza risibile, ma io non riderei tanto considerando che, secondo una ricerca della Global Web Index, il 30% degli iscritti a Tinder sono sposati e il 12% ha una relazione stabile.

Obiettivamente il dato è piuttosto sconfortante, ma non è che Cupido ogni volta può chiedere il nostro stato di famiglia all’anagrafe!

Fonte Istat rivela che in 20 anni in Italia le famiglie formate da un unico componente, sono aumentate di oltre 10 punti percentuale passando dal 21,5% del periodo 1997/1998 al 33% del periodo 2017/2018.
8,5 milioni di italiani vivono soli, che comunque non significa necessariamente siano single ma, è anche questo un dato che meglio ci fa comprendere il fenomeno dell’online dating.

Il giro d’affari della Love Economy è piuttosto fiorente ed in Europa si aggira sui 26 miliardi di euro dei quali, attenzione, 15 miliardi escono da italiche, latin lover, saccocce. Tinder guida la classifica con un fatturato di 800 milioni di dollari. Una vera industria ma non basta, perché c’è anche tutto l’indotto da considerare.
Il ristorante, che davanti ad una pizza surgelata non si è mai innamorato nessuno.
Il parrucchiere, che arrivare ad un primo appuntamento in presenza arruffati come Nina il cane della mia vicina, anche no a meno che sappiate scodinzolare.
L’estetista, che pure arruffati nelle zone hot sarebbe deprecabile.
La biancheria sexy, che i mutandoni di flanella vanno bene sul divano davanti a Netflix.
Viaggi, che se butta bene poi si va alle terme a far venire i conati agli altri ospiti a furia di limone duro in pubblico.
Se scoppia subito la passione o se usate i siti di dating solo per il sesso, almeno una camera d’albergo senza cimici, che le piattole eventualmente ve le scambiate tra di voi.

A proposito di vil denaro: essere single non è facile emotivamente, ma anche economicamente non si scherza.

L’amore è un  bisogno primario ma se si potessero dividere oltre al cuore pure le spese, non sarebbe affatto male.
Secondo Coldiretti, già solo la spesa alimentare di un single si attesta su un +62% e non in confort food, ma per mancanza di formati adeguati. Un famoso produttore di tortellini, ci aveva provato a commercializzare delle monoporzioni che però risultavano deprimenti oltre che fuori prezzo, credo a causa della sproporzione tra imballo e contenuto edibile.

Consoliamoci almeno che essere single in Europa non è esecrabile come in Cina.
Il film Leftover Women  mostra una realtà per noi inconcepibile, dove le donne non sposate e senza marmocchi di età superiore ai 27 anni vengono denominate Sheng Nu ossia avanzi. Donne che hanno scelto lo studio, la carriera per poi ritrovarsi improvvisamente “vecchie” da doversi rivolgere ad un’agenzia matrimoniale.
Tranquilli, niente di tutto questo sul fronte occidentale, ma una latente solitudine di massa che spinge molti ad affidarsi ai siti di dating.

Siamo sempre più soli o è solo che da soli non ci sappiamo più stare

Il senso di questa ricerca dell’altro forse sta proprio in questo perché, se per la nostra società l’indipendenza è un valore, la solitudine è un peso che schiaccia anche i più coraggiosi.
Ce ne siamo accorti tutti durante il lockdown causa Covid e stiamo tutti pregando che non si ripeta mai più, perché soli non siamo più capaci di stare.
Ce ne stiamo accorgendo con l’obbligo di indossare una mascherina che ci copre il volto a scongiurare l’infezione.
Mai come in questi giorni terribili per l’umanità tutta, ci siamo accorti di essere soli.

Soli in un mondo senza più volti. Nessun sorriso neanche per sbaglio, ci ritroviamo soli.

Siamo soli ma i siti di dating con il loro catalogo d’amore, offrono la consolazione della speranza e chi spera non muore mai. Non muore mai e non importa da quale sito abbia trovato l’amore, perché il come a volte non conta.

Sono la Principessa Astronauta e il mio cuore lo divido da lontano. Dall’astronave ti mando baci da un computer nell’attesa di poterti abbracciare

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