Una mia giovane amica scopre da Facebook che il suo fidanzato la cogliona da mesi con un’altra e mi chiede di scrivere un post su questo.
Avrei preferito mi avesse chiesto di coricarlo a sberle che sarebbe stato per me più facile, anche se nel ruolo di vendicatrice mascherata di cuori infranti e ossa rotte non mi ci vedo benissimo.

Non ho mai menato nessuno dei miei amori a parte uno, che dopo 30 anni ancora adesso se mi vede per strada cambia marciapiede che non si sa mai. Se le meritava, magari non così forti, magari non così tante, ma se le meritava.

Ma torniamo al fidanzato della mia amica, lui non è uno dei più furbi e questo va detto e lei è ancora troppo innamorata per mandarlo affanculo senza passare dal via.

Lei vuole che lo scriva quello che ha vissuto e non per lui che non lo leggerà, ma perché la scrittura è cura per chi scrive ma soprattutto terapia per chi legge.

Scrivo e faccio delle parole bastonate per lui e cerotti per lei, lei che è un’anima bella. Non sono un cavaliere dalla lucente armatura, ma nel bisogno una principessa astronauta va bene uguale.
È innamorata di un tecnoleso, un bravo cristo ma poco avvezzo alla tecnologia che regola anche i social e non l’ha capito che quello che finisce online resta online, che per trovarlo basta cercare.

Lui ha un nuovo amore che lo tagga su Facebook in una foto di un intimo abbraccio.
Lei è bella e spregiudicata, lui sbava nella foto e si dimentica di togliere subito il tag e la mia amica vede la foto per un momento.
Il nostro Romeo toglie il tag e la foto svanisce in un battito di ciglia. La mia amica crede di essere impazzita, di aver visto lui cingere una bonazza sotto il seno nella cornice romantica di un tramonto sul mare e cerca quella foto che forse non è mai esistita e se ne dimentica come ci si dimentica di ogni cortocircuito del nostro cervello per evitare di impazzire. Un giorno però la bonazza commenta una foto sulla bacheca di lui: “è la tazza di cui mi parlavi?”.
No, è la tazza del cesso dove ci infilerei la tua brutta testa di… No, la mia amica questo non lo direbbe mai, questa sono io che empatizzo applicando il metodo Stanislavskij in modalità carogna alla scrittura.
Romeo risponde al commento e così la mia amica va sul profilo di lei e trova la foto. Non se l’era sognata e c’era pure il tramonto sul mare e la nuova fiamma è molto provocante, come se questo lo potesse giustificare.

La mia giovane amica si dispera e mi scrive perché “a te lo posso dire” come se io potessi custodire un dolore difficile da curare, come se avessi la forza della soluzione, l’unguento che spegne ogni male.

Magari avessi la verità in tasca da poterti insegnare come si sopravvive alla fine di un amore, ma mi hanno ridotto il cuore in carne simmenthal talmente tante volte che alla fine ho imparato a cucinare, mi hanno strappato l’anima che addirittura una come me ha dovuto imparare a rammendare.

  Sono ancora qui, perché d’amore si muore solo nelle canzoni  brutte e da sopravvissuta ti posso assicurare che ci sono altre spiagge ed altri tramonti da guardare.


Non oggi, che oggi è il primo dei tuoi giorni più duri, che ne arriveranno altri a dirti che comunque il sole sorge sempre sul mare.

Fai della speranza in un nuovo amore il tuo mantra, dai al tuo ex amore lo stesso valore che ha per mondo; il valore di un povero stronzo che credeva di poterti fregare con il bacino sul whatsapp della buonanotte e su quello del mattino.

Non contare quante volte è online, archivia la chat che a rileggere le sue bugie non sei ancora pronta.
Respira e anestetizza i ricordi, solo quelli belli che i brutti ti serviranno a non ricascarci la prossima volta. Non chiedere spiegazioni se non te la senti, che avrà un milione di scuse confezionate ad arte per obbligarti a credere che in fondo è solo colpa tua.

Respira, mangia, dormi e se ci riesci sogna

Guardati allo specchio e ripeti a te stessa che sei bella, anche se lui ti ha strappato persino la più inutile delle tue certezze.
Odia se vuoi e poi lascia andare, che rischi di avvelenarti il sangue da sola.
Immaginati tra altre braccia e chiedi a te stessa cosa si prova.
Ti mancherà per un po’ ma non per sempre, perché siamo programmati per andare oltre persino la morte, anche quella di un amore.

Fagli il funerale a questo amore e poi lascialo andare, fai posto alla vita nuova.

Idrata la tua anima, che le lacrime hanno seccato.
Sorridi, bambina, vai avanti che il nuovo giorno arriva sempre e non è necessario abituarsi al buio…
E comunque non dura che quella ha la faccia da troia.

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