In amore come fai sbagli ed io a sbagliare ho preso delle medaglie. Sbaglio soprattutto le parole che non dico e allora vi racconto come dire “ti amo” in tutte le lingue del mondo.

Non è facile quello che invece dovrebbe essere talmente spontaneo da sembrare meravigliosamente banale.
Eppure dire “ti amo” è qualcosa che non a tutti riesce bene, almeno non a tutti ma ad alcuni sì ed è da costoro che dovremmo imparare.

L’amore si impara con il tempo e con qualche suggerimento.

A Parigi l’artista Frédéric Baron è l’autore di un’opera intera di frasi d’amore: Le mur des je t’aime ossia il muro dei ti amo. 612 piastrelle blu dove ti amo è scritto in tutte le lingue del mondo da gente che evidentemente lo riesce a dire.

La lingua italiana offre un piccolo vantaggio distinguendo tra il comunicare un sentimento carnale e la benevolenza. C’è una certa distinzione tra ti amo e ti voglio bene, che eventualmente toglie dall’impiccio nel caso ancora non si fosse deciso che farne della new entry.
Un neutro “ti voglio bene” vuol dir tutto e vuol dir niente. Si può avanzare o si può arretrare ma, se dici “ti amo” allora fai sul serio.

In italiano sembrerebbe facile ma mai quanto in inglese perché loro non fanno distinzioni, perché loro
I LOVE YOU la qualunque senza distinzione semantica.
I love qualsiasi amorazzo transitato per sbaglio nella mia vita, I love le lasagne che fa mia mamma e I love l’unico mio vero amore.
Sintetizzando in inglese è più facile dire ti amo, perché  se poi cambi idea puoi sempre dire che era un love fraterno o che stavi ancora pensando alla lasagna di mamma.

Il castigliano (lo spagnolo) ha due parole come l’italiano e che significano la stessa cosa: amar e querer.
Un’amica sudamericana mi spiega che con “te quiero” resti un po’ più sul vago, ma con “te amo” poi te lo devi sposare soprattutto dalle sue parti. Mi vengono i brividi solo a pensarci, quindi te quiero e basta.

Torniamo alla douce France come cantava Charles Trenet, che loro dicono je t’aime che suona talmente favoloso da farti cedere le ginocchia.
Eppure un’amica francese mi racconta che loro hanno una certa ritrosia a dire “ti amo”.

Ma come? la Francia che ha inventato l’amore brevettandolo in tutte le sue canzoni?

Sarà forse la grandeur che impedisce loro una certa spontaneità terrena? Non so cosa pensare se non che per me la Francia è il paese più adatto al mondo dove allenarsi a dire “ti amo”.

I tedeschi dicono Ich liebe dich che suona come una minaccia e invece è una cosa bella.
Non lo dicono molto spesso nemmeno loro ma non per pudore, più che altro per riservatezza. Mi piace questo loro tratto caratteristico perché, se non abusi di una parola, allora quando la dici la pensi per davvero. Lo scorso San Valentino ero a Berlino ed i fioristi nelle stazioni della U-Bahn erano pieni di palloncini a forma di cuore. Prima di uscire dalla metro, molti compreranno un mazzo di fiori con attaccato quel palloncino per sostituire le parole.

Gli olandesi dicono Ik hou van jou e qui ci rinuncio. Amsterdam con i suoi canali è comunque una delle città europee più romantiche, malgrado la sua lingua ruvida ed incomprensibile. Non importa come dici “ti amo”, perché in certi luoghi sembra più facile. Certi luoghi sono stati creati apposta per amare.

Sono ancora tante le lingue del mondo che sanno dire le parole “ti amo”, che non basta una vita intera per poterle imparare.
Ci vuole allenamento e una piccola dose di coraggio per non negare a se stessi il diritto di ascoltarle.

Sono la Principessa Astronauta e l’amore lo guardo dallo spazio lontano, me ne faccio un’idea dall’alto per potervelo poi raccontare.

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