Chi ha un romantico ricordo della sua prima volta alzi la mano.

Non è che voglio sembrare a tutti i costi una disfattista, ma se ripenso alla mia prima volta il lato romantico proprio non me lo ricordo. Resta il fatto che è un’esperienza fondamentale per la vita degli esseri umani.

Avevo 18 anni appena compiuti, lui era un musicista, io non lo amavo, lui non mi amava, ciao addio e grazie di niente

Per noi della Generazione X, sempre diligentemente impegnati a trasgredire le regole, perdere la verginità in un modo qualunque era un imperativo morale.
Era talmente ovvio, che manco ne parlavamo tra noi ragazze. Qualcuna prima e qualcuna dopo, avremmo trovato tutte un ragazzo pronto ad immolarsi alla nostra causa.
Con i nostri genitori non è che di sesso si parlasse poi tanto e manco c’era internet per poter dare una sbirciatina ad imparare qualche tecnica stupefacente.

La nostra sessualità era molto lasciata alla fantasia ed ai racconti altrettanto fantasiosi di chi diceva di averlo già fatto.

La scuola avrebbe dovuto essere delegata ad educarci a come funziona, ma alla fine troppa morigeratezza nell’esposizione dei fatti ci incasinava solo di più le idee.
Ricordo ancora come un trauma infantile un librettino in quinta elementare che passava direttamente da api & fiori alla descrizione illustrata di “il papà inserisce il pene nella vagina della mamma” e, se ci penso sto male ancora adesso.
A proposito di genitori, in prima media mio padre che era uomo poco incline alla dottrina, mi esentò dall’ora di religione perché la suora che teneva il corso, al posto che parlarci della Bibbia e di Gesù, ci parlava di sesso o meglio ci umiliava parlando di sesso. Un giorno, suor Angela, piombò in classe sventolando un giornalino porno e ci urlò che ci masturbavamo perché non ci lavavamo. Il nesso tra sapone e onanismo devo ancora capirlo adesso che sono passati più di 40 anni, tant’è che la suora venne rimossa dal suo incarico e mio padre firmò il mio esonero dall’ora di religione per secula seculorum.

I compagni di scuola erano il nostro ufficio informazioni sul sesso, soprattutto se avevano fratelli maggiori.

Il primo bacio lo ricevetti proprio da un fratello maggiore di una compagna di classe, che mi avrebbe volentieri fornito ulteriori approfondite informazioni sull’argomento che però educatamente rifiutai.

L’educazione sessuale nelle scuola dovrebbe essere una materia di studio obbligatoria ed in paesi come la Germania lo è addirittura dal 1968. Parlare di sesso e sessualità a scuola dovrebbe essere una priorità perché aiuterebbe i giovanissimi a fare scelte responsabili.

Contraccezione, orientamento sessuale, accettazione degli altri e di sé, aborto e safe sex, dovrebbero essere spiegati al pari delle guerre puniche, che anche essere adolescenti è una guerra.

Secondo l’ultimo rapporto UNAIDS, nel mondo ben 6000 ragazze la settimane contraggono il virus dell’HIV e molti e molte ancora non hanno nessuna idea di come prevenirlo.
L’età della prima volta si è alzata, ma parrebbe anche variare dal grado di scolarizzazione. Mentre i rampolli dei ceti medio alti lo fanno la prima volta tra i 19 e i 21 anni, i più svantaggiati invece farebbero sesso tra i 13 e i 15 anni, aumentando i rischi a causa di un’età ancora troppo acerba.
Le nuove generazioni sembrerebbero anche più isolate, intrappolate in una socialità virtuale con meno sbocchi nel reale. Secondo molti studi, il 12,5% dei Millenials tenderebbero a procrastinare il primo rapporto completo addirittura a 26 anni e come se non bastasse, adesso arriva pure la calamità Covid ad incasinare loro e pure la generazione successiva, la Generazione Z.

La prima volta in piena pandemia da Covid19 è qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai potuto neanche immaginare

In televisione una sessuologa dà dei consigli che, malgrado la pericolosità del virus, verrebbe una gran voglia di riderle in faccia.
Invece non c’è niente da ridere: ambiente ben arieggiato, preferire accarezzamenti alla penetrazione e soprattutto mascherina sul muso per tutto il tempo.
Praticamente una camporella all’aria aperta con un’intimità consentita solo fin dove arriva l’estensione del braccio a meno che lui sia la reincarnazione di John Holmes e dei suoi 33 cm d’amore.

Forse sarebbe meglio aspettare tempi migliori. Eppure se la vita avesse mai dovuto aspettare tempi migliori, ci saremmo già estinti da qualche migliaio di anni.

Chissà come sarà la loro prima volta, chissà se la scorderanno in fretta o se la porteranno per sempre accucciata da qualche parte nel cuore?

Sono la Principessa Astronauta e la mia prima volta l’ho scordata in fretta, che poi sono arrivati altri amori ed ogni volta era la scoperta più bella di sempre 

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