Povera Cappuccetto Rosso, perché mai come oggi il lupo ha avuto tanti difensori d’ufficio.

La cronaca è piena di boschi oscuri dai quali si sentono gridare donne stuprate, umiliate, ammazzate.
Donne ammazzate con i loro figli, figli ammazzati davanti alle loro madri da carnefici che gli avvocati del lupo chiamano padre, marito, compagno, mai assassino.

Sminuiamo il male in un meccanismo di autodifesa: a me non può succedere perché io non sono come quella.
Il peccato altrui è la nostra salvezza
Se avesse rigato dritto come faccio io, non sarebbe successo. 

L’imprenditore stupra a sangue la modella diciottenne nel suo super attico vista Duomo di Milano e arrivano subito gli avvocati. Lei è bella, disinibita per mestiere e lui è un solo uomo con un accumulo di spermatozoi nel cervello. Lei l’avrà provocato sicuro, dicono gli avvocati mentre istigano al dubbio il popolo. E se il lupo avesse ragione?

La maestra d’asilo gioca con il suo amante o forse è il suo fidanzato, come se la semantica di una parola per il lupo facesse la differenza. Un gioco sexy, di quelli che forse tutti almeno una volta abbiamo fatto.
Mi scatto una foto nuda, forse un video che così ti spiego meglio cosa avrei voglia di fare.
Te li mando perché mi fido di te, perché sei tu mica uno qualunque, e poi perché il sesso è anche trasgressione o sarebbe solo un manuale di biologia. Il lupo dovrebbe sentirsi un miracolato per tanta fiducia e grazia, e invece gira la foto al suo gruppo whatsapp di calcetto e da lì a ovunque.
Si chiama revenge porn ma qui la “vendetta” non c’entra niente.
Qui si tratta di essere lupi della peggior specie.

Il web è una cloaca senza sciacquone da tirare, dove la merda resta per sempre a pelo d’acqua.
La foto arriva alla scuola dove la maestra lavora, la maestra viene licenziata.

L’avvocato del lupo stavolta è una mamma

Il marito l’ha uccisa perché lei lo voleva lasciare.
L’ha ammazzata insieme ai loro figli, ha sparato anche al cane. Per ultimo lui e il prete al lupo cattivo gli ha fatto pure un bel funerale.
Gli avvocati accorrono perché lei era la mamma dei loro gemellini, eppure aveva un altro amore e lo voleva lasciare.

Il “fin che morte non ci separi” è un proiettile dritto in faccia

Gli avvocati del lupo dicono che, alla fine un po’ se l’è cercata.

Sono tante le storie che solo ad elencarle mi viene male.
Ma cosa siamo diventati se non sappiamo neanche più distinguere la vittima dal carnefice?
Applaudiamo al boia mentre sputiamo addosso al condannato senza processo, senza colpa commessa.
Cosa siamo diventati se nella nostra società quello che è giusto si corrompe nella difesa di quello che è sbagliato?

Le ragioni del lupo cattivo che hanno portato al delitto, non ci dovrebbero mai interessare perché la vita e la dignità delle sue vittime non sono negoziabili.
Cappuccetto Rosso ha ragione da vendere perché la nonna ammalata abitava nel bosco e lei doveva portarle da mangiare. Ci doveva per forza andare ed aveva pure il sacrosanto diritto di far tardi, distratta da ogni meraviglia incontrata.
Cappuccetto Rosso aveva il sacrosanto diritto a non essere sbranata, eppure sempre più avvocati del lupo ogni giorno si abilitano alla professione forense all’Università della Vita.
Sarebbe ora di strappare un po’ di questi certificati di laurea, che qui non basta neanche più una rivoluzione. Qui ci vuole una ri-evoluzione.

Sono la Principessa Astronauta e voglio ancora credere alle favole che mia madre mi raccontava da bambina, dove il lupo cattivo muore e ogni fanciulla è salva.

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