Sembra che tutti i virus che la mia generazione abbia incontrato, siano stati creati apposta per farci restare single. 

Io me la ricordo l’HIV che proprio adesso che prendevamo la pillola e ci potevamo dare alla pazza gioia senza poi ritrovarci in braccio Cicciobello fa la pupú, ci veniva a rovinare la festa.
Eravamo single felici in fondo.

Se il nuovo amore era un minimo organizzato di cervello, almeno un profilattico nel portafoglio ce l’aveva. 

Uno: l’involucro stropicciato, che era dalla terza media che ce l’aveva lì.

Uno: che già due creano troppe aspettative.

Uno: quello delle grandi occasioni.

Uno: probabilmente quello di riserva per andare a cercare l’amore in zona industriale.

Questo terribile virus ha cambiato il modo di amare, mettendo una barriera tra le persone, insinuando un sospetto anche perché al primo appuntamento non glielo puoi chiedere se ha fatto il test.

Per ovviare a ciò, adottavamo un rudimentale quanto efficace metodo statistico. Innanzitutto ci facevamo le storie preferibilmente con persone del giro, persone conosciute. 

La statistica quindi era calcolata su quante delle loro ex fidanzate fossero in buone condizioni di salute e soprattutto vive.

Il metodo funziona, il problema è che alla fine non è che Torino sia una megalopoli e così c’è un po’ di gente che non si parla più e un po’ di gente che tra loro parla male dello stesso ex fidanzato/a. 

Adesso arriva il Covid che non abbiamo ancora risolto l’altro virus e a sto giro il profilattico non basta ad evitare il contagio.

Tra le varie opzioni per arginarlo, il nostro governo ha avuto l’idea di farci tutti installare sui nostri smartphone un app di tracciamento dal nome inquietante: Immuni. 

Evviva! Installi l’app che traccia i contagiati Covid e se ti trovi nel perimetro di uno di costoro, si accende un segnale che ti avvisa.

Io la questione un pò me la immagino così: 

Serata romantica, lui/lei ti piace davvero, davvero più di chiunque altro ti sia piaciuto nei tuoi ultimi 35 anni da single. 

Vino, musica, lui/lei ti fa stare bene e speri si sbrighi a baciarti che già lo ami, ma è meglio fare la sostenuta o questo qua si spaventa e scappa portandosi via la bottiglia di vino come premio di consolazione.
Ti bacia o lo baci o vi baciate, è uguale ma come appoggi le labbra sulle sue comincia a suonarti l’allarme Covid19 sul cellulare.
In una manciata di minuti una squadra attrezzata per il bio hazard, ti irrompe in salotto.

Neanche il tempo di mettere in salvo la bottiglia di vino, che sei già isolato sotto una tenda in plastica. Dottori completamente coperti da tute, guanti, calzari e mascherina che quando ce n’era bisogno il governo ci babbiava che ce li avevano rubati alla frontiera i “nipotini di Hitler” ma adesso che hanno un team di 450 esperti che li paghiamo tutti noi allora ci sono, ti ficcano subito la maschera da snorkeling di Decathlon anche se di soldi per andare al mare il lockdown non te ne ha lasciati.  

“Echecazzo! Sei sposato e tua moglie lavora alla CIA?

“No è Immuni, la app del governo!”

La prima regola è che il telefono resti  fuori dalla camera da letto e stavolta non perché il giorno che tu ti sposi con il suo migliore amico, magari poi lui si vendica e mette la foto delle tue natiche su Facebook. 

Il telefono resta fuori che di certezze è pieno il mondo e dell’amore a me piace pure il dubbio.

Non lo voglio il telefono spione che con la scusa di proteggermi da un virus, mi obbliga a vivere nel terrore di poterlo incontrare.
Non la voglio la app che racconta a chi governa, chi frequento, dove vado.
Non voglio che un giorno qualcuno mi domandi perché ci sono andata, perché l’ho incontrato.

Non ci salverà una app ma la cosa che ci viene meglio a noi umani: l’amore.

Amore e cura per i fragili, che mai più ci sia una strage di innocenti con i capelli bianchi.
Amore per i piccoli, che non gli puoi dire con chi devono socializzare, a chi poter mettere un dito in un occhio per bisticciare.
Amore per i nostri ragazzi che hanno il diritto a nascondersi da noi adulti per provare cosa si prova a sbagliare.

 

 

La libertà come il cuore è cosa fragile e basta distrarsi un attimo per mandarla in pezzi.

Basta un tap, l’attimo di un bacio…

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